Ipoacusia
IPOACUSIA E DEFICIT UDITIVI.
Per ipoacusia si intende la riduzione della capacità uditiva che deriva dalle alterazioni di una o più strutture dell’apparato uditivo quindi l’incapacità, parziale o totale, di percepire un suono in una o entrambe le orecchie.
L’ipoacusia è un processo lento e graduale che varia da persona a persona e si manifesta in modi differenti. I sintomi sono accomunati da una difficoltà percettiva dei suoni, specialmente nelle seguenti situazioni:
1) durante le conversazioni in ambienti rumorosi e/o affollati;
2) in caso di parole pronunciate a bassa voce;
3) al telefono;
4) quando si ascolta la radio, la TV o qualsiasi altra fonte sonora.
Alcune persone nascono con un deficit uditivo (ipoacusia congenita), mentre altre possono svilupparlo gradualmente con l’avanzare dell’età (presbiacusia) o come conseguenza di malattie o traumi fisici.
Il calo uditivo influisce sulla qualità della vita: ricerche specifiche dimostrano che chi ha problemi d’udito tende a isolarsi, a non partecipare alle attività sociali, proprio quelle che arricchiscono e rendono serena e appagante la vita.
Le conseguenti alterazioni della sfera psicologica influenzano le normali attività quotidiane e compromettono il nostro benessere psico-fisico, ci spingono all’isolamento, determinando nervosismo, variazioni dell’umore, ansia e numerosi altri disturbi.
Eppure, per capire se si ha un problema uditivo basta un esame audiometrico di dieci minuti, veloce, assolutamente indolore e il più delle volte gratuito. Per determinare il trattamento più adatto alla propria perdita uditiva, è estremamente importante capire il tipo di ipoacusia da cui si è affetti.
TIPI DI IPOACUSIA.
I principali tipi di ipoacusia sono tre: trasmissiva, neurosensoriale e mista.
a) Trasmissiva: Si trasmette quando il suono non è condotto in modo efficiente dall’orecchio esterno verso l’interno, dove sono poi coinvolti il timpano e la catena ossiculare. Spesso si verifica come risultato di un’ostruzione determinata, ad esempio, da un tappo di cerume o da un accumulo di liquido a causa di un’infezione all’orecchio. L’ipoacusia trasmissiva di solito comporta una riduzione del livello sonoro ed i suoni vengono percepiti come deboli;
b) Neurosensoriale: Questo tipo di ipoacusia si manifesta quando le cellule ciliate nell’orecchio interno (coclea) o le vie nervose subiscono un danno. L’ipoacusia neurosensoriale rappresenta il tipo più comune di perdita permanente dell’udito e si verifica soprattutto come conseguenza del naturale processo di invecchiamento o di un trauma;
c) Mista: A volte, un’ipoacusia trasmissiva avviene contemporaneamente ad una di tipo neurosensoriale. Ci possono essere, quindi, danni nell’orecchio medio o esterno e nell’orecchio interno (coclea) oppure anche a livello del nervo acustico.
LIVELLI DI IPOACUSIA.
Per quanto riguarda l’entità dell’ipoacusia uno dei sistemi classificativi è quello che la suddivide in:
i) Lieve: Soglia uditiva compresa tra 20 e 40 dB. Determina qualche difficoltà a sentire i suoni molto deboli e la voce bisbigliata, ma non incide significativamente sulla capacità di comprendere il linguaggio;
ii) Media: Soglia uditiva compresa tra 40 e 70 dB. Chi ha una perdita di questo tipo solitamente si lamenta di sentire che le persone parlano, ma non di riuscire a capire quasi nulla. Se tale situazione è presente dalla nascita è causa di un ritardo di linguaggio. In caso di ipoacusia media è indicato l’uso di apparecchi acustici, con i quali è sempre possibile compensare totalmente la perdita uditiva;
iii) Grave: Soglia uditiva compresa tra 70 e 90 dB. Determina difficoltà considerevoli non solo nell’udire una conversazione, ma anche i rumori ambientali senza l’aiuto di un’amplificazione;
iv) Profonda: Soglia uditiva compresa tra 90 e 120 dB. Chi ne è affetto praticamente sente in modo molto lieve solo alcuni rumori forti con una elevata componente vibratoria (percepita in realtà da tutto il corpo).
SINTOMI E SEGNALI.
L’ipoacusia può essere presente alla nascita o svilupparsi in una fase successiva durante l’infanzia o l’età adulta, in particolare per fattori associati all’esposizione al rumore e all’età. L’ipoacusia può manifestarsi più rapidamente se connessa alla presenza di cerume in eccesso, infezioni o malattie nell’orecchio medio.
I sintomi ed i segnali associati alla perdita di udito possono includere:
1) La sensazione che certi suoni sembrino ovattati, non nitidi;
2) La difficoltà nel capire le parole e seguire le conversazioni, specialmente quando c’è rumore di fondo o ci si trova tra una folla di persone;
3) Il chiedere frequentemente agli altri di parlare più lentamente, in modo chiaro e ad alta voce;
4) Il bisogno di alzare il volume della televisione o della radio.
Altri sintomi possono essere:
a) Vertigini o sensazione che manchi l’equilibrio;
b) Pressione nell’orecchio (a causa di un’alterazione del fluido dietro il timpano);
c) Ronzio nelle orecchie (tinnito).
Acufene
L’acufene, detto anche tinnito, non è una malattia o una patologia, ma un disturbo uditivo caratterizzato dalla percezione di suoni non legati a stimoli esterni. Chi soffre di acufene percepisce in un orecchio (o in entrambi) suoni simili a tintinnii, fischi, fruscii, soffi, sibili e talvolta suoni pulsanti, questi ultimi di solito in sincrono con il battito cardiaco. La percezione di questi rumori “fantasma” può essere costante o intermittente, debole o molto forte e non è percepibile all’esterno. Soltanto chi soffre di acufene sente questi rumori fastidiosi, a volte in modo tanto reale da provocare mal di testa, stati ansiosi e problemi psicologici dovuti allo stress, disturbi del sonno e della concentrazione.
CAUSE E CONSEGUENZE.
Le cause più comuni sono:
i) danni indotti dal rumore;
ii) ipoacusia relativa al progredire dell’età;
iii) alcuni medicinali;
iv) stress.
Le conseguenze più frequenti sono:
1) insonnia;
2) irritabilità;
3) difficoltà nel rilassarsi;
4) difficoltà di concentrazione;
5) depressione, frustrazione e nei casi più severi disperazione e angoscia.
L’acufene è un problema sempre più diffuso: si calcola che nel mondo siano oltre 250 milioni le persone che ne soffrono e che la maggior parte di loro presenta anche qualche forma di deficit uditivo; ciò ha portato a considerare la percezione dell’acufene correlata alla deprivazione acustica. Attualmente esistono numerose terapie: partendo dal principio che il trattamento non è di per sé una cura, va detto che l’abitudine è un elemento centrale per la maggior parte delle terapie. Per poter raggiungere un buon livello di abitudine, la maggior parte delle terapie per l’acufene utilizza la stimolazione acustica accompagnata dal counselling.


